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D'Alema Presidente della Repubblica? L'affondo finale alla nostra Costituzione

Ci sono molte ragioni per opporsi fermamente all'idea che il prossimo Presidente della Repubblica possa essere Massimo D'Alema. Ragioni di sostanza e di metodo.
Le ragioni sostanziali. D'Alema è un uomo politico di lungo corso, ma certamente non evoca sentimenti unanimi fra i cittadini. Alcuni lo venerano, ritenedolo una delle poche grandi personalità politiche del nostro tempo. Molti altri lo odiano, da destra (ex comunista, ribaltonista della prima ora, uomo nato politico o meglio dirigente, spocchioso etc. etc.) come da sinistra (fu il primo a leggittimare Silvio Berlusconi nel 1994,ideò la Bicamerale, affossò il Governo Prodi etc. etc.). L'Italia esce da un responso elettorale che di fatto ci consegna un Paese diviso a metà, un paese che trova quale unica Istituzione unificante, la Presidenza della Repubblica, o meglio il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Proporre D'Alema significa fregarsene totalmente di questi due dati oggettivi.
In combinato disposto con le ragioni sostanziali ci sono anche motivi di metodo. In queste ore trapelano indiscrezioni sul modo con cui allentare la netta contrarietà della CdL alla proposta D'Alema. D'Alema si farebbe garante di un "programma" condiviso in materia di politica estera, giustizia, alternanza democratica e riforme costituzionali. Di fatto un passaggio ad una Repubblica Presidenziale con contestuale commissariamento del probabile futuro Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
Il Presidente della Repubblica non presenta un programma per essere eletto dal Parlamento in seduta comune, il Presidente della Repubblica deve avere quale unico strumento di lavoro la Costituzione Repubblicana. Il Presidente della Repubblica non può farsi garante dell'alternanza democratica, ciò è connaturale al suo ruolo, in caso contrario l'art. 90 della Cost. consente la sua messa in stato di accusa da parte del Parlamento per alto tradimento alla Repubblica. Il Presidente della Repubblica, in quanto Presidente del CSM, non può firmare patti para-costituzionali per garantire un soggetto (chi?) sulla, o meglio, dalla giustizia (??). Il Presidente della Repubblica non può privare il Parlamento e il Governo delle loro prerogative decisionali in materia di politica estera. Insomma un patto del genere sarebbe sostanzialmente incostituzionale. Qualcuno, ad incominciare da Massimo D'Alema, dovrebbero rileggersi la Costituzione vigente.
Infine tutte queste forzature dovrebbero avvenire a due mesi dal referendum sulla legge di revisione costituzionale che prevede oltre alla devolution, un totale stravolgimento dell'intera seconda parte della Costituzione.
Speriamo bene.
                                                                                           Mat

Pubblicato il 7/5/2006 alle 12.17 nella rubrica Diario.

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